…ovvero una serie di esercizi spiegati con parole chiare a tutti.
Quante volte vi è capitato di sentire il nome di un esercizio, ascoltare la spiegazione sulla sua esecuzione, e avere lo stesso sguardo sveglio delle mucche quando passa un treno? Poi lo vedete nella pratica e: “Aaaah, ma quello!”

Troppi nomi difficili!

E’ ora di porre fine allo strapotere delle parolone!
Ho pensato di scrivere alcune “spiegazioni-a-modo-mio” in modo da rendere la comprensione il più semplice possibile.
Ehi, ho detto la comprensione, che poi lo sia anche l’esecuzione, possiamo discuterne.

Al primo posto indubbiamente c’è il re di tutti i movimenti, odiato o amato a seconda delle persone: LO SQUAT “un esercizio multiarticolare che consiste in un’accosciata portando le cosce in posizione parallela al terreno”
Ooook, vi siete persi anche voi a “multiarticolare”?
In sostanza, per il gentil sesso, altro non è che il movimento che facciamo ogni qualvolta siamo in un bagno pubblico: ce lo hanno inculcato fin da piccine, dopo “non accettare caramelle dagli sconosciuti”, “non toccare l’asse che ti prendi le malattie” et voilà, facciamo squat da quando avevamo tre anni e non lo sapevamo!
Per quanto riguarda gli uomini, beh, immaginate di essere in un bosco e che la natura chiami…ci siamo capiti

Un esercizio che detesto (ehi, mica posso amarli tutti!) sono gli AFFONDI: si eseguono portando la gamba anteriore in avanti, e successivamente piegando quella posteriore verso il basso fino a formare un angolo retto. La gamba che si piega è quella posteriore, mentre quella anteriore si flette di conseguenza.
Non so voi, ma io faccio confusione con anteriore e posteriore dal 1998, però adesso viene in soccorso la mia educazione religiosa (un giorno ve ne parlerò): non bisogna far altro che inginocchiarsi tenendo a mente che il lavoro viene svolto dalla gamba dietro!!!

Nell’esecuzione di moltissimi esercizi è importante mantenere la “retroversione del bacino”. Cioè? Avanti? Indietro? Tipo come?!
Fa-ci-lis-si-mo: tenete il sedere in modalità anti-Instagram!
Avete presente le foto di profilo delle varie modelle, influencer, veline et similia sui social? A volte ho l’impressione che si spacchino la schiena a forza di incurvarla per mostrare il lato B.
Ecco, facciamo il contrario! Via il sedere!!!

L’esercizio più temuto e odiato (non da me, il mio astio è solo verso gli affondi), perché faticosetto sono i BURPEES. Il problema qui è che, la maggior parte delle volte, le persone non si ricordano quali siano! Questo simpaticissimo esercizio prevede una partenza in piedi, una successiva accosciata seguita da una completa distensione a terra per poi ritornare con un unico movimento in piedi. Dal momento che, come detto, il burpee è faticoso, soprattutto dopo N ripetizioni, per ricordarsi di cosa si tratti, è sufficiente pensare alla non così rara sensazione di digerire il pranzo di Natale del 2004 da zio Luciano: ecco il risultato dopo un minuto di questo esercizio (’to burp‘, in inglese, significa ruttare).

Spesso le cose sembrano molto più difficili di quanto in realtà non siano, basta trovare la propria chiave di lettura. Se l’esecuzione di un esercizio è corretta poco importa se è stata spiegata da un esponente dell’Accademia della Crusca, o se è stato fatto ricorso a delle reminiscenze scolastiche!

Voi avete degli esercizi che odiate? Che trovate incomprensibili? Sono tutta orecchie!